POLLICA

pollica4Il Castello dei Principi Capano, che secondo la tradizione, ha ospitato più volte S. Alfonso De’ Liguori, è stato edificato nel 1290 e ancora oggi domina il capoluogo, svettando sui tetti e sui comignoli del piccolo centro. L’attuale sistemazione architettonica, frutto del restauro effettuato nel 1610 per volere di Vincenzo Capano, è tutta incentrata attorno alla possente torre a pianta quadrata che si erge su tre piani, ciascuno con una monofora e la caratteristica colombaia finale. Un corridoio voltato si apre su un ampio cortile, circondato dagli ambienti di servizio: l’ugliaro, il frantoio, i posti di guardia e le stalle. Il primo piano si snoda tra ampi saloni che culminano in un suggestivo loggiato, riparato da archi a tutto sesto aperti sul golfo di Salerno: nel 1997 il Castello è stato acquistato dal Comune che lo ha restaurato e destinato a fini culturali, con l’ubicazione del Centro Studi della Dieta Mediterranea.

Di notevole pregio è anche il Convento Francescano di S. Maria delle Grazie, edificato nel 1625. Dal 1931, il Convento, testimonianza religiosa e sociale di inestimabile valore, ha perso i suoi ultimi abitanti, lasciando un enorme vuoto nella comunità. Due delle tele dei quattro altari della chiesa del Convento, sono state attribuite al Malinconico, seguace di Luca Giordano, mentre il soffitto ligneo a cassettoni, opera di Giuseppe Marrocco da Celso, ospita al centro una tela di Matteo Cilento, raffigurante l’Assunta. Degni di nota, infine, il coro ligneo, l’organo ed un grande stipo del XVIII sec., la sagrestia con soffitto ligneo ed un lavabo a conchiglia in pietra scolpita.

La Chiesa di San Pietroè la più antica di Pollica. Costruita nel 1524 fu un tempo oratorio pubblico di patronato della famiglia Pepe. Nella chiesetta, attualmente sconsacrata, si possono ammirare lo stemma della famiglia sul portone di ingresso ed all’interno, nella navata centrale, un bell’altare in marmi policromi ed un’acquasantiera in pietra.

ACCIAROLI

acciaroli

Le prime notizie di Aczarulo – probabilmente derivato da “lazzarolo”, arbusto simile al biancospino oppure da – risalgono alla metà del 1100. Nei secoli a venire Acciaroli ha sempre costituito un importante snodo commerciale costiero, fino al XIX sec. sede di Dogana. Tra i monumenti di maggiore rilievo, la Chiesa dell’Annunziata domina il porto e rappresenta una delle testimonianze più antiche del piccolo borgo, nonostante i numerosi rifacimenti, il più recente del 1971. Al suo interno è possibile ammirare anche alcuni reperti di età romana reimpiegati per esigenze del culto. Alle spalle dell’ingresso della chiesa sorge una torre a base quadrata, risalente agli inizi del XII sec. Utilizzata fino alla dominazione spagnola nel sistema difensivo costiero, è oggi una residenza privata. Lungo la strada che da Acciaroli porta a Pioppi si incontrano, proprio a ridosso della scogliera, i resti di un’altra fortificazione, nota come Torre Caleo, costruita nel 1520 e caduta in disuso dopo l’Unità d’Italia.

Acciaroli è di certo la località più nota del territorio comunale, per via dell’importante porto turistico e dei tanti alberghi e ristoranti che vi sorgono tutt’attorno. Nonostante sia diventata negli ultimi anni meta ambita del turismo balneare italiano e del turismo di lusso, è riuscita a mantenere integra la propria identità, grazie ad equilibrati interventi architettonici e alla forte presenza di una comunità di pescatori molto attivi, anche nel settore dell’ospitalità e della ristorazione.

CANNICCHIO

 

cannicchio2

L’abitato di Cannicchio si snoda sul crinale di una collina ed ha una struttura urbana molto particolare dettata dalla natura difensiva dell’insediamento: i nuclei abitativi, infatti, sorgono serrati l’uno all’altro, quasi come delle roccaforti, a formare un unico corpomassiccio e solido. Caratteristici alcuni angoli del paese con antichi archi e torri., la passeggiata è ricca di scorci improvvisi e suggestivi. Secondo la tradizione, la Cappella originaria della Chiesa di S. Martino fu costruita da 3 vescovi scampati ad una burrasca ed ospitati dai signori di Cannicchio. Ampliata nel 1580 con l’apporto di tutta la comunità cannicchiese, è composta da 3 navate ed è molto accogliente. La Cappella di S. Rocco fu costruita dopo la peste del 1508 sul luogo dove, per intervento del santo, il contagio si arrestò salvando il paesino. La Cappella della Madonna del Soccorso fu edificata prima del 1580 nel luogo dove la Madonna apparve ad una fanciulla turbata dal diavolo. Un tempo era possesso e sede della locale Confraternita. Nella parte più bassa del paese, ma distaccati da esso, nel secolo scorso, furono edificati dei palazzi gentilizi della borghesia, che, al di sotto della chiesa, chiudono la via principale con una doppia strettoia, denominata in dialetto Canciéddo, che fino al XVIII sec. ha costituito il limite del borgo di Cannicchio.

CELSO

celso4L’origine di Celso è antica e si collega alla fuga di alcune famiglie da Pollica che, per sottrarsi alle lotte intestine del loro paese, si rifugiarono più in alto verso la collina: conserva ancora l’antica struttura urbanistica, che lo rende luogo particolarmente caratteristico, soprattutto nei quartieri di San Biase e Valle. Molte case si adornano di torrini difensivi, posti a guardia di massicce porte carraie, che consentono il passaggio di una sola persona alla volta.

Tra i luoghi di interesse storico c’è ilPalazzo Baronale Mazziotti, oggi monumento nazionale, in cui è nato Matteo Mazziotti, insigne studioso del Risorgimento cilentano e parlamentare nel primo dopoguerra.

La Chiesa di Celso è dedicata alla Madonna dell’Assunta. Costruita in pietra locale e ornata da cornici in cotto, presenta un campanile molto basso rispetto al complesso architettonico, edificato nel XVIII sec.

La Chiesetta di S. Giovanni, eretta agli inizi del ‘500, sorge sulla strada rurale verso Casal Velino. Appartiene al nucleo dell’antico borgo di Praganito, villaggio abbandonato nel XII sec.

Lo splendido Convento di Costantinopoli fu costruito nel XV sec. da alcuni profughi di Costantinopoli che, fuggiti da Maometto II, vollero edificare un luogo di culto dedicato alla Madonna. Nel 1610, Antonio Griso, signore del posto,affidò la cappella ai frati agostiniani che vi fondarono un convento, soppresso dopo circa un decennio per mancanzadi risorse.

GALDO

galdo1E’ forse l’angolo più suggestivo del territorio comunale, grazie all’intatta conservazione degli elementi tipici dell’antico borgo cilentano. Oggetto di un positivo restauro, negli ultimi anni Galdo è diventata tappa fondamentale per il turista che vuol ascoltare il profondo racconto del Cilento.

Caratteristica è laChiesa di San Nicola, isolata dal paese e per questo più solenne e maestosa. Costruita nel XIV sec., è a tre navate con un importante altare, ormai completamente spoglio degli antichi stucchi, un bel coro ligneo e di un prezioso organo, quest’ultimo pertinente al restauro del XVII sec.

Il Palazzo dei Baroni Galdi è un’antica costruzione del 1605 con annessa cappella gentilizia, dedicata all’Ascensione di Cristo. Più volte restaurata, la Chiesa di San Rocco è una cappella rustica che nella facciata propone elementi barocchi. Singolari i due archi con la campanella che sormontano il timpano. All’interno sono conservate alcune pregevoli statue lignee.

PIOPPI

pioppiNell’antichità alla foce del torrente Mortelle, poco più a ponente dell’attuale abitato, esisteva un approdo naturale anche per navi di grosso carico, attivo fino al XIV sec., quale possesso della Badia di Cava de’ Tirreni. E’ qui che sorse nel 994 una chiesa intitolata a Sancta Maria de li Pluppi, intorno alla quale si sviluppò un villaggio di pescatori. Completamente distrutto durante la guerra del Vespro (1282-1302), fu più tardi ricostruito nell’attuale sede di Pioppi. Il paesino è menzionato in numerosi libri, tra i quali “Passando per il Cilento” di John Arthur Strutt e “Viaggio al Sud” del celeberrimo Giuseppe Ungaretti.

Il Castello Vinciprova venne edificato nel XVIII sec. dalla famiglia Ripoli, originaria di Pollica. Nel 1888 appartenevaa Giuseppe Sodano, sindaco della cittadina, che lo cedette successivamente ai Vinciprova di Omignano, che hannodato i natali a Leone, uno dei Mille della famosa Spedizione di Garibaldi. Recentemente il Castello è stato donato dagli ultimi rappresentanti dei Vinciprova al Comune che lo ha adibito a Museo del Mare e Museo della Dieta Mediterranea. La Chiesa della Madonna del Carmine fu fondata agli inizi del ‘600 per custodire ed onorare un quadro della Madonna ritenuto miracoloso. L’afflusso di pellegrini determinò il sorgere di una piccola fiera in concomitanza con la festa annuale che, come già era in uso altrove, si celebrava il 16 luglio. La chiesetta, gravemente lesionata dal terremoto del 1980, è stata riaperta al culto da qualche anno.